L’intelligenza emotiva dei cavalli

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Questo testo toccherà una delle principali soft skills sempre più ricercate in differenti ambiti del vivere quotidiano -il quoziente emozionale- associandola al mondo equestre: parliamo di intelligenza emotiva dei cavalli rapportata a quella umana.

L’intelligenza emotiva è quella competenza che ci consente di leggere le nostre emozioni, gestirle coerentemente al momento/contesto e ci facilita ad entrare in relazione con gli altri in modo costruttivo ed empatico.

Parlare di intelligenza emotiva unita al Nobile Animale significa dare valore agli studi che indicano il cavallo come essere capace (assieme a tutti gli esseri viventi) di provare emozioni, costruire risposte comportamentali adeguate in relazione ad esse e saper leggere gli stati emotivi degli altri.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Cervelli emozionali a confronto

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Il cervello emozionale è antico, è l’amigdala, che attribuisce significati emotivi agli stimoli provenienti dal mondo esterno, dal nostro corpo e dal nostro cervello, e funge da archivio per tutte le emozioni provate, si dai primi giorni di vita.

Il nostro cervello “antico” e quello del cavallo sono molto simili. E un animale “specchio” come il cavallo è definito tale perché riconosce e percepisce l’autenticità delle emozioni che si provano quando siamo a contatto con lui.

La cosa che cambia rispetto al cane o al gatto – per fare due esempi – è la paura che si prova, soprattutto le prime volte che lo si avvicina, per le sue dimensioni, che mettono in soggezione e creano in molti esseri umani la necessità di dimostrare la propria forza, prevaricandolo e soggiogandolo con modalità coercitive.

Ma nella realtà ciò che si prova è, solo, paura. E la paura genera fisiologicamente una risposta reattiva (aumento del battito cardiaco, sudorazione, dilatazione delle pupille) che induce uno stimolo al cavallo, che a sua volta attiverà un comportamento in risposta.

L’intelligenza emotiva dei cavalli è tale da renderli maestri nel relazionarsi con la persona “spaventata” adeguatamente al contesto, al vero pericolo che essa potrà presentare e alle esperienze precedentemente vissute.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

La possibilità di interazione con il cavallo

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Non va mai dimenticata l’incredibile capacità di lettura della realtà che hanno i cavalli. Quando interagiamo con il Nobile Animale, in qualunque modalità, e soprattutto quando chiediamo che ci capisca e che ci permetta di montarci sopra, dimentichiamo spesso la differenza sostanziale che rende l’interazione uomo-cavallo così unica, tra gli animali.

L’Homo Sapiens è, in linea di massima, secondo la conformazione fisica e nella “scala alimentare”, un predatore, ovvero esattamente l’opposto dell’Equus caballus, ovvero una preda.

L’intelligenza emotiva dei cavalli nella relazione con l’uomo è così spiccata che nonostante la sua naturale predisposizione alla fuga dal pericolo, il cavallo riesca ad interagire con uomini, spesso inadeguati nell’esprimere e nel gestire le richieste che portano, e che non scelga sempre, semplicemente, di scappare.

Questo atteggiamento denota una incredibile capacità di pensiero complesso che spesso non pensiamo possibile, tra i nostri “amici” non umani, banalizzando i comportamenti che adottano e riducendo la complessità del reale ad alcune spiegazioni antropocentriche.

Il cavallo non è predisposto ad essere cavalcato, e come qualunque altro animale addomesticato erbivoro si organizza in gruppi sociali complessi per sopravvivere ai predatori ma, soprattutto, per potersi rilassare in compagnia di un amico, per poter avere momenti di gioco e di interazione con i suoi simili.

È dimostrato infatti, da numerosi studi, che i cavalli ricercano la relazione dei propri simili prima ancora di ricercare il cibo, in una scala di bisogni che vede la socialità al primo posto tra tutti i bisogni da soddisfare.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Il riconoscimento emotivo nei cavalli

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]L’intelligenza emotiva dei cavalli fino al secolo scorso non era materia da approfondire, in quanto il cavallo era un elemento delle famiglie contadine, alla pari degli altri animali da fattoria, ed era il mezzo di locomozione, oltre che di lavoro, che permetteva il sostentamento e un aiuto pratico.

Il rispetto verso di lui era connotato da una forma di soggiogamento naturale, pratico e spesso comunque poco violento, se lo si paragona a tutto quello che l’uomo oggi si permette di fare con i cavalli. Pensiamo alle giostre storiche, alle corse, ai concorsi e a tutte le invenzioni dell’uomo per mettere il cavallo sotto la sua mano e renderlo “docile”.

Da quando il cavallo è diventato un animale da compagnia, con la grande fortuna (per noi umani) di poterlo cavalcare consapevolmente, gli studi etologici sui suoi comportamenti si sono moltiplicati. Sono inoltre fioriti ovunque i “sussurratori” dei cavalli, personaggi che osservano i cavalli nei loro contesti naturali e si pongono in relazione ad essi, riuscendo là dove la coercizione e la violenza non possono dare risposte adeguate.

La ricerca è andata ancora avanti, per poter arrivare ad una conoscenza sempre più chiara dei processi comportamentali e mentali di questi animali.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

L’intelligenza emotiva dei cavalli in chiave scientifica

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Sono stati eseguiti studi sul riconoscimento delle emozioni e delle vocalizzazioni emesse in umane da parte dei cavalli in relazione a gioia e rabbia.
I cavalli percepiscono e reagiscono alle emozioni umane, e la loro risposta fisiologica si modifica in relazione ad esse.

Perché? Perché potersi riconoscere emotivamente è importante in quanto permette di instaurare interazioni adeguate tra membri della stessa specie.

Molti animali riescono a riconoscere le emozioni dei loro simili, e non solo, anche in base alla vocalizzazione associata, anche basandosi su un’immagine presentata. Basta pensare che i cani sono in grado di riconoscere le emozioni umane, in quanto questo può facilitare loro la convivenza con l’essere umano.

Numerosi studi hanno portato alla luce il fatto che i cavalli possano comunicare le proprie emozioni vocalmente e tramite il linguaggio del corpo. Oltre a ciò, reagiscono in modo differente quando sono di fronte a delle espressioni facciali o a vocalizzi di altri cavalli o degli esseri umani.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

La risposta dei cavalli alle principali emozioni primarie

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]I cavalli si attivano di più in presenza dell’emozione rabbia, vocalizzata e visivamente espressa, mentre si rilassano in presenza dell’emozione gioia.
Altri studi hanno mostrato come altre emozioni prese in esame riservino sorprese in ambito di scoperta e approfondimento dell’intelligenza emotiva dei cavalli.

Per quanto riguarda la paura, ad esempio, sono ancora pochi gli studi, ma quelli effettuati affermano che i cavalli, di fronte ad una persona coi battiti aumentati perché spaventata, non cambiano atteggiamento e non “se ne approfittano” come sempre abbiamo pensato.

Non solo il cavallo non cambia atteggiamento davanti all’odore emanato dall’alterazione fisiologica che crea la paura, ma addirittura esso cerca conforto e va in stato di allerta, avvicinandosi alla persona spaventata.

Infatti, poter riconoscere la paura è fondamentale ai cavalli per sapere come comportarsi, valutando la propria risposta secondo i comportamenti messi in atto dai suoi simili.
Molto probabilmente, se saremo spaventati da un cavallo, sarà lui stesso ad avvicinarsi a noi con la testa abbassata per rassicurarci e rassicurarsi.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

L’intelligenza emotiva dei cavalli a favore dell’empowerment umano

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]L’intelligenza emotiva dei cavalli, in educazione come nella formazione esperienziale rivolta al mondo del lavoro, è una meravigliosa scoperta e una possibilità infinta di apprendimento.

I cavalli insegnano a leggere le emozioni degli altri e modificare i propri comportamenti adeguatamente, insegnano l’empatia e la compassione, la pazienza e la cura per l’altro.

Permettono di imparare ad autoregolarsi e a leggere i propri stati emotivi per potersi porre, davanti alle nuove situazioni, in maniera costruttiva.

Non solo: l’incontro e le attività mediate dalla presenza dei cavalli favoriscono lo sviluppo e l’integrazione della consapevolezza del proprio potenziale, stimolano le cosiddette soft-skills e creano le basi per integrare la comunicazione efficace e la coesione interpersonale.

Questo è verificabile in differenti aree del vivere quotidiano: nel campo del Sociale e dell’educazione speciale, in quello della formazione esperienziale business, nel team building , fino al life coaching.

I cavalli, come veri educatori pazienti, sono una guida silenziosa verso l’autoconsapevolezza, il cambiamento e la crescita personale, e la loro presenza potrebbe essere una possibilità di alfabetizzazione emotiva nuova e concreta, forte della possibilità che offrirebbe di stare nella Natura.

Lucia Casadio[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *