[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il cambiamento aziendale è parte dei processi e della vita di qualunque organizzazione: un appuntamento fisso che, con una certa regolarità, invita alla modificazione per migliorare l’efficienza dell’azienda nel suo complesso.
Un percorso trasformativo che viene spesso affrontato come un’attività al limite dell’ingegneristico-matematica: definire lo stato obiettivo, mappare i passaggi, controllare le variabili, interpretare modelli previsionali e quant’altro…
Ma chiunque abbia mai provato ad attuare azioni volte al change management sa benissimo che il cambiamento non è mai puramente meccanico o procedurale e può essere più o meno impattante. È emotivo, intuitivo, dinamico.
Tra le attività formative più efficaci, volte a sviluppare quelle abilità adattive che ci permettano di gestire proattivamente il cambiamento, quella che utilizza la metafora del cavallo e della sua gestione è probabilmente la più impattante ed illuminante.
Il cavallo, e le dinamiche che si attuano nell’incontro persona-animale, sono a tutti gli effetti paradigma e similitudine della gestione del cambiamento.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]
Teambuilding e cambiamento aziendale: un progetto realizzato per Viatris
[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Questo contributo che parte da una nostra collaborazione con Viatris proprio su questa tematica, vuole esplorare quanto può insegnare un progetto di formazione esperienziale mediato dai cavalli con il focus del cambiamento aziendale.
Nello specifico, un team direttivo di questa importante multinazionale del farmaco, vedeva l’imminente trasferimento in altra sede e responsabilità della sua top manager di un team executive di primo piano.
La coach Tiziana, storico riferimento dell’azienda che ha collaborato con la nostra organizzazione per questo progetto, ha dichiarato (recensioni Google):
“Roberto un grande professionista. Con lui e con la Fernanda un team Building di spessore
Il lavoro su l’empatia, la fiducia, il cambiamento. Insomma da consigliare con 5 stelle”
L’obiettivo di attività era quello di favorire il rimpasto del team di lavoro, contribuendo a supportare la gestione emotiva dei singoli a questo importante cambiamento.
Non da ultimo, in quella sede di due giorni di attività emozionali pur intensive per consolidare le relazioni interpersonali e supportare al cambiamento imminente, la direzione aveva pensato di ufficializzare la nomina del nuovo team leader, persona facente già parte del gruppo di lavoro, ma da rivedere in un nuovo ruolo apicale.
Un percorso pratico fondato sulla gestione delle emozioni e sul lavoro di consapevolezza del proprio personale potenziale, per accompagnare i team nell’incontro con “il nuovo”, l’imprevedibile, lo sconosciuto.
Le nostre proposte esperienziali con i cavalli diventano quindi metafora per gestire l’incertezza, costruire fiducia, riconoscere ed attenuare le resistenze per adattarsi al movimento che porterà alla trasformazione.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]
Approcciare in cavallo come un “primus inter pares”
[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]I cavalli nell’immaginario comune, rappresentano la forza e la libertà; caratteristiche intrinsecamente opposte ad approcci coercitivi e volti alla sottomissione che conducono sempre alla contrapposizione ed antagonismo. I parallelismi e le similitudini al tema della trasformazione ed alle dinamiche che si esplicitano in un processo di change management sono evidenti.
La prima cosa che si impara a diretto contatto con il Nobile Animale è che non vuole essere obbligato a fare ciò che vogliamo attraverso uno stile forzoso ed oppressivo.
Perseguendo questa modalità di ingaggio l’animale si opporrà sin dalle prime battute fuggendo, cercando di allontanarsi, rompendo certamente quel sottile filo di comunicazione che solo Lui può scegliere di accogliere o meno in ragione di come viene approcciato.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][vc_column_text]
“Vado piano perchè ho fretta”
[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]E’ questa una citazione di Napoleone Bonaparte, lo stratega, il leader organizzatore per antonomasia. E se lo diceva lui forse dovremmo rifletterci!
Proprio perchè si innesca un senso di urgenza –spesso associato a possibili minacce percepite, frustrazioni e rischio di fallire- che origina dall’animale stesso, simbolo dell’ambiente esterno a noi, è importante ricentrarci su noi stessi, ricalibrandoci per mantenere il controllo.
Sul tema del mantenere la calma di fronte all’imprevisto, al nuovo, al cambiamento, consiglio l’interessante contributo del dott. Vignali su LinkedIn.
Ma tornando ai nostri cavalli, il “giro di boa” lo potremo certamente sperimentare allorquando riporteremo il nostro sistema allo stato iniziale per ripartire da nuovi presupposti, con un conseguente riadattamento delle nostre azioni e comportamenti al cospetto del Nobile Animale, ovvero attuando uno stile autorevole, non certamente autoritario.
Il cavallo richiede inoltre comunicazione, connessione ed allineamento. Il tutto unito ad una certa dose di sangue freddo, di capacità nel gestire le nostre emozioni e di abilità di negoziazione per diventare ai suoi occhi soggetti neutri ai quali affidarsi fiduciosamente.
Non solo: per creare una partnership con questo maestoso, quanto timido animale è necessaria una buona dose di coerenza tra la nostra chiarezza di obiettivi da raggiungere (pensiero) ed il modo in cui esprimiamo nei fatti il nostro obiettivo (azione).
Lo stesso mix di elementi che è indispensabile per affrontare e gestire favorevolmente qualunque processo volto al cambiamento aziendale.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]
Paura, imposizione o connessione: quale approccio è più adeguato?
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Nell’incontro con il cavallo, allorquando viene richiesta l’esecuzione di una consegna sull’animale (avvicinarlo, guidarlo, spostarlo, sollevargli un arto,…), l’essere umano può attuare tre differenti tipologie di approccio e problem solving: quello timoroso, quello autorevole e quello autoritario.
Lo stile timoroso porta l’umano a soccombere, evitarlo o fuggire. Il cavallo, esperto della natura umana -e particolarmente abile nel comprendere gli stati emotivi del suo interlocutore umano- capendo di essere in una posizione di superiorità, nel migliore dei casi potrebbe “prendere in giro” chi gli si approccia semplicemente ignorandola.
In alcuni casi potrebbe persino attuare quelle piccole sfide atte ad allontanare lo sventurato come girargli i posteriori per minacciare un calcio oppure –orecchie indietro e occhi sfidanti- ponendosi in modalità “vai via!”.[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]
Il cavallo: specchio delle nostre emozioni e giudice onesto dei comportamenti
[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]L’approccio impositivo, spesso caratterizzato da disinteresse al feedback del nostro interlocutore, è quello che cerca di controllare ogni variabile e che tende a obbligare ad eseguire quanto voluto senza ma e senza se.
Uno stile che incontra sempre una catena di resistenze che potrebbero sfociare in reazioni forti da parte del cavallo, al limite del pericoloso. Reazioni che non si limitano –come nel primo caso- alla sola minaccia, ma che producono un crescendo di sfide reciproche che non portano mai a buone situazioni…
Per ottenere un risultato migliore, quindi coerente alle nostre aspettative è necessario utilizzare uno stile di leadership autorevole, onesta ma soprattutto chiara e condivisa.
Un approccio che tiene in considerazione il background del nostro interlocutore, il suo vissuto, i suoi codici comunicativi, i suoi timori e le potenzialità… Un approccio che convoglia le forze nella giusta direzione senza disperderle o vederle contrarie!
Dalle recensioni di Google estrapoliamo l’esperienza diretta di Anne, una delle partecipanti al progetto creato ad hoc per Viatris:
Oltre le aspettative. Un’esperienza che fa crescere e rimarrà sicuramente.
Solo con questo “modus operandi” sarà possibile portare a noi il cavallo, rendendolo disposto a fare ciò che gli chiediamo – con autorevolezza e con i giusti modi- fino a farci seguire come un cagnolino senza corde o altri strumenti fisici se non la sola presenza, fiducia e piena volontà.
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Cambiamento aziendale: tante similitudini alle dinamiche uomo-cavallo
[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Riteniamo siano evidenti le similitudini dei processi che si vanno ad instaurare nella relazione uomo-animale rispetto a quanto avviene di fronte ad un processo di cambiamento aziendale.
Un percorso di tipo trasformativo in qualsiasi organizzazione, se imposto o dato per scontato nei suoi presupposti o procedure da porre in essere, nel lungo periodo porterà al allontanare le persone ed appiattire la loro partecipazione.
I team si bloccheranno, reagiranno o si adegueranno solo apparentemente, mentre in profondità si assisterà ad un progressivo, quanto inevitabile, disimpegno.
I cavalli sono come i team: se non si crea chiarezza di direzione lasciando spazio all’autonomia, se non si è in grado di costruire fiducia attraverso la coerenza (non la coercizione), se non si è abili nell’adattare le proprie energie alla prontezza del cavallo/squadra non si otterrà partecipazione attiva e trasformativa ma solo disinteresse e resistenze.
Il cambiamento non si muove perché viene comandato: si muove grazie alla sintonia e fiducia che si creano tra chi è chiamato a viverlo direttamente.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]
