Volontariato aziendale: un altro modo per fare team building

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Esiste un format esperienziale dal forte impatto incentivante in grado di unire gli obiettivi di un tradizionale team building con il volontariato aziendale: parliamo di social team building.

Il team building contempla un ampio ventaglio di azioni rivolte al mondo delle risorse umane aziendali per consolidare lo spirito di squadra, favorire l’abilità di lavorare in gruppo e, in generale, migliorare i rapporti interpersonali tra colleghi.

Queste attività possono venir declinate e proposte in differenti modalità ed attraverso strumenti e contesti diversificati: dall’escape room, allo show cooking, dal team building con i cavalli fino alla proposta di attività sportive o esperienze incentivanti di carattere ludico-aggregativo.

Se da un lato l’obiettivo è quello di creare coesione, collaborazione ed allineamento tra colleghi, dall’altro, un team building ben strutturato deve puntare ai valori di inclusione ed accoglienza delle diversità in un clima informale ma coinvolgente.

Trasferire questi presupposti in chiave di volontariato aziendale favorisce la condivisione di un obiettivo filantropico comune attraverso un’esperienza innovativa ed emozionalmente coinvolgente.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=”10px”][vc_column_text]

Abbracciare una causa sociale

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]All’interno delle azioni di Social Corporate Responsibility le aziende scelgono di sostenere una specifica causa o una particolare realtà del Terzo Settore.

Molto spesso viene scelto di sostenere progetti filantropici a rotazione e per un determinato tempo in modo da differenziare l’attenzione della azienda in differenti aree del Sociale anche attraverso il coinvolgimento delle risorse interne nello scegliere i modi e tempi di impegno erogato.

Un progetto di volontariato aziendale può essere proposto in modo da permettere ai singoli dipendenti di dedicare alcune delle proprie ore di lavoro a favore di una associazione o realtà del No Profit, spesso mettendo a disposizione le proprie personali competenze umane e professionali.

Un altro modo per sostenere un progetto nel Terzo Settore, favorendo lo spirito di squadra è proprio quello di realizzare un team building solidale.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=”10px”][vc_column_text]

Social team building: fare squadra con un fine nobile!

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Recenti ricerche hanno portato alla luce che sette dipendenti su dieci aspirano a venir coinvolti in attività sociali da parte della propria azienda. In aggiunta, tre lavoratori su quattro preferiscono un contesto lavorativo che possa esprimere un effettivo impatto sul territorio e sulla società nel suo complesso.

E’ possibile quindi fare squadra perseguendo uno scopo benefico in pieno spirito di responsabilità sociale d’azienda.

Coinvolgere le proprie risorse umane con l’obiettivo di promuovere azioni filantropiche a favore di chi ha più bisogno è proprio il motore che spinge le aziende più illuminate ad affrontare progetti ambiziosi che possano unire lo spirito di servizio verso il prossimo con un processo di progettazione che porti all’esecuzione di un’opera da donare alla no profit sostenuta.

Una forma questa di volontariato aziendale che persegue lo scopo di incentivare il team nella realizzazione di un bene o un servizio dalla finalità sociale, e che possa esprimere quello spirito di collaborazione e senso di appartenenza all’azienda che possa anche portare ad un ritorno di immagine per l’azienda stessa.

Se da una parte, fare social team building aiuta la comunità, dall’altra favorisce la cosiddetta branding reputation aziendale con evidenti ritorni positivi per tutti gli attori coinvolti.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=”10px”][vc_column_text]

Volontariato aziendale in ippoterapia: quando si riceve più di quanto si dona…

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Tra le diverse forme di volontariato aziendale, molte corporate assecondano l’aspirazione di senso di servizio nel Sociale dei loro dipendenti e collaboratori sostenendo progetti a favore di bambini e giovani caratterizzati da debolezze, disabilità, rischio di esclusione o devianza.

Molto spesso, per unire l’ulteriore effetto beneficiale dell’esperienza outdoor ad un impegno socialmente utile, il naturale approdo al mondo dell’ippoterapia rappresenta l’esperienza più emozionante da vivere all’insegna del pieno coinvolgimento.

Non è certamente un ambito “facile” dove poter svolgere un progetto di volontariato aziendale in quanto sono richieste specifiche competenze ed attenzioni nei confronti del cavallo ed in funzione delle particolari dinamiche relazionali e protocollari con i giovani partecipanti alle attività.

Con opportuni accorgimenti ed eventuali adattamenti è però possibile creare coinvolgimento, interattività positiva e favorire la realizzazione di un’esperienza dalla forte polarizzazione affettiva ed emotivamente coinvolgente.

Il riferimento va ad una progettazione particolarmente oculata, che contempli una formazione preliminare adeguata nella gestione basilare ed in sicurezza del cavallo oltreché ad un indottrinamento sul mondo delle fragilità e della modalità più adeguata di interazione efficace con l’utenza e molto altro…[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space height=”10px”][vc_column_text]

Un format da programmare nei minimi dettagli

[/vc_column_text][vc_empty_space height=”10px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Soprattutto di fronte a progetti limitati nel tempo, è importante favorire l’incontro con utenza adeguata: giovani particolarmente efficaci e predisposti nell’interagire con persone nuove, e caratterizzati da buone competenze tecniche equestri.

Questo per incentivare quell’immagine positiva della persona disabile così caldamente sostenuta dall’Anno Europeo 2003 delle persone disabili.

Tutto questo potrà facilitare la partecipazione di un numero adeguato di nuovi supporter che desiderano fare volontariato aziendale nel nostro settore dell’ippoterapia per disabili, spesso aiutati dagli stessi nostri cavalieri speciali.

Che l’iniziativa venga svolta presso la nostra sede principale in provincia di Milano o all’interno delle nostre strutture partner distribuite in tutta Italia, si instaurerà un clima di normalizzazione e condivisione cooperativa dove sono gli stessi nostri cavalieri speciali ad insegnare le procedure e le regole d’ingaggio del cavallo ai nuovi ospiti convenuti.

Questo attraverso il piacere dello stare insieme ad un magico facilitatore quale è il cavallo, il conoscersi tra “diversi” ed imparare ad accogliere forme e colori unici ed irripetibili. Perché siamo tutti parte del mondo e non un mondo a parte![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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